REALITY

''Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni qualvolta qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro'' (Groucho Marx) Quando abbiamo conosciuto questo aforisma sulla televisione del grandissimo comico e umorista americano, abbiamo realizzato quanto sia ancora straordinariamente attuale, e quanto sia stato profetico, considerando il periodo in cui e' stato coniato,( intorno agli anni 50), che videro la nascita del piu' importante mezzo di comunicazione di massa. Se alla televisione italiana, e segnatamente, al servizio pubblico ai suoi albori, va riconosciuto il merito di aver riscattato gli italiani da condizioni di disagio culturale, erudendoli e fornendo loro uno strumento di comunicazione che mai avessero sperimentato, (atteso che la massima parte della popolazione era analfabeta), l'avvento sul mercato di nuovi net work televisivi, ha ampliato questa capacita' fino a fornire loro nuovi modelli ideali e comportamentali. Ed e', forse, in questo senso che si realizza la natura profetica dell'aforisma in questione, quando, cio' osserviamo la qualita di taluni programmi televisivi e realizziamo quanto essa sia degenerata. Dalle trasmissioni di natura politica, a quelle di gossip, al reality show, v'e' un "ribollir di tini" di pessimo gusto, dell'improperio, della volgarita', dell'ignoranza ostentatamente ostentata con, in funzione di contro altare, una esagerata esposizione di buoni sentimenti dalla lacrima facile. non si sa quanto reali. Tutto sembra creato ad arte alfine di scatenare gli istinti piu' "truculenti" degli spettatori, in misura tale da ingenerare interesse, chiacchiera fatua, e senza ombra di dubbio, in definitiva, audience. Allora ci si potrebbe chiedere, se avete questo concetto di televisione, che cosa vi proponete di fare creando un nuovo reality? Ovviamente, non e' tutto cosa', e la presenza nei palinsesti televisivi di tanti programmi di "infoitenment" che riscuotono successo, e' la riprova che si possa fare intrattenimento e contemporaneamente educazione culturale degli utenti. Il progetto "ARTISTI APPIEDATI" (Giovani Artisti appiedati per le strade d'Italia ), il cui sottotitolo potrebbe far rievocare uno di quegli splendidi film di Lina Werthmuller, modestamente, vuole tentare questa strada, ovvero provare a far convivere due specie di programmi televisivi, ovvero il "reality", con personaggi protagonisti delle situazioni in cui si vengono a trovare, magari create dalle produzioni, con contorno di amorazzi, liti, pacificazioni, concentrato di buoni e pessimi sentimenti che creano i personaggi, e l'altro che per la sua specifica particolarita', pubblicizzi le varie "locations" in cui esso ha luogo. Il fatto che "Appiedati" voglia affermarsi come un programma che deve essere svolto all'aperto e in itinere, ponendo in evidenza bellezze naturali e architettoniche di alcuni dei luoghi piu' belli del nostro paese, narrati dagli stessi protagonisti in gara, riscatta in definitiva la sua natura. Immaginiamo gli effetti postivi che un programma siffatto possa generare, in termini di ritorno turistico nazionale, o internazionale, se visto all'estero. Un progetto che potrebbe interessare agenzie locali per il turismo e l'indotto. Una grande soddisfazione per gli autori per il fatto di aver contribuito a dare nuove opportunita' di crescita a quella che dovrebbe essere l'attivita' primaria del nostro paese, ovvero l'offerta di cultura legata alle bellezze naturali e artistiche del nostro paese.

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